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Mostra “Vincent en Bernal” • Milano, Centro Studi Julio Paz • 5 febbraio – 4 marzo 2012

Nel 1982 l’interesse e l’ammirazione di Julio Paz per l’opera e la figura di Vincent Van Gogh si concretizzarono nel ciclo di opere che raffigurano l’immaginario viaggio del pittore olandese in Argentina, a Bernal, nel 1889.

La serie è formata da cinque dipinti di grandi dimensioni ed è arricchita da un corposo gruppo di Posibles retratos de Vincent (21 pitture, 50 disegni e 13 acqueforti). Grazie a un attento studio delle Lettere di Vincent a Theo, Paz riuscì a ricostruire una serie di prove documentarie atte a rendere credibile il viaggio di Vincent a Buenos Aires.

La lettera di Vincent a Theo fu scritta da Paz dopo un’analisi meticolosa della calligrafia e dello stile di Vincent, il testo fu poi tradotto in francese e riportato su carta dell’800.

Paz, inoltre, esaminò accuratamente le vicende biografiche di Van Gogh in modo da poter rendere storicamente attendibile la sua presenza in Argentina.

Un altro immaginario documento creato da Paz, l’articolo datato 1982 e pubblicato in El Heraldo de Bernal, ricorda l’evento fornendo dettagli relativi alle vicende argentine di Vincent.

Il pittore giunse a Bernal nel gennaio del 1889 per un breve soggiorno durante il quale avrebbe dipinto un capolavoro, Río, che gli valse il terzo premio della Sociedad de Artistas Plásticos di Quilmes, una ventina di studi, nove dipinti, tra i quali il Ritratto di Monsieur Paz con berretto rosso, la Soluna in sedia gialla e tre copie dei Girasoli.

Van Gogh racconta a Theo dei suoi unici momenti di conforto trascorsi in compagnia di Monsieur Paz, (che dipinse a sua volta un suo ritratto), di Clara, di Hilda e della gatta Soluna.

Vincent lavorò con gioia nell’atelier di Bernal, incontrando la gente del posto che mai avrebbe potuto dimenticare, e trascorrendo le serate presso la Pizzeria Bernal, assaggiando un po’ disgustato la specialità della casa, la pizza alla Rembrandt.

Questi brevi attimi di felicità però non avrebbero potuto salvarlo dal destino che già presagiva scrivendo ”…non posso, nella mia sofferenza, fare a meno di qualcosa di più grande di me e che è la mia vita: il potere di creare. Ebbene, per il mio lavoro, io rischio la vita, e la mia ragione vi è quasi naufragata.”

È ben evidente il parallelo tra lo stato di disagio esistenziale di Van Gogh – nel periodo del taglio dell’orecchio – e la condizione di sofferenza e difficoltà a sopravvivere di Paz, precipitata a causa del colpo di stato del 1976, quando, a causa del suo impegno politico, fu costretto all’esilio in Italia per sfuggire alle repressioni e alle persecuzioni della dittatura.

Nell’opera La verdadera entrada triunfal de Vincent en Bernal (1983) sono chiaramente rintracciabili i riferimenti alla situazione politica argentina di quegli anni: la figura del cadavere di un oppositore in primo piano, gli slogan dei manifestanti contro la dittatura, il ritratto di una delle madri di Plaza de Mayo. Ma è anche fortemente visibile la grande nostalgia per una patria profondamente amata (i ritratti dei primi quattro presidenti della Repubblica Argentina, i richiami alle lotte per l’indipendenza dalla Spagna e le mille allusioni al mondo della sua giovinezza).

Il quadro costituisce, inoltre, una sorta di summa che riprende e sintetizza i personaggi e le tematiche della sua produzione precedenti, tra i quali Mariella, La Virgen-adivinaMagy la contorsionista e i ritratti dei suoi familiari.

Nella folla che attornia Vincent ci sono anche personaggi legati all’iconografia popolare, alla musica e ai fumetti (i musicisti di tango, Dick Tracy), e i ritratti di scrittori e artisti (Borges, Proust, Joyce, Morel, Picasso e Bonnard), che hanno costituito per Julio una costante passione.

Il tutto in una composizione complessa, ma di grande rigore formale, in cui, come dice lo stesso Paz, si percepisce “la profonda, totale, assoluta tristezza di Vincent, in mezzo a questo trionfo che gli arriva troppo tardi”.

Valentina Toscani

QUI DI SEGUITO ALCUNE FOTO DEL GIORNO DELL’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA:

La caída

La caída • 1982, acquerello e collage su carta – 150 x 200 cm

La verdadera entrada triunfal de Vincent en Bernal

La verdadera entrada triunfal de Vincent en Bernal • 1983, acquerello, acrilico e collage su carta – 200 x 300 cm

La entrada

La entrada • 1982, acquerello e acrilico su carta – 150 x 140 cm

La espera

La espera • 1982, acquerello e acrilico su carta – 150 x 115 cm

La última copa

La última copa • 1983, acquerello e acrilico su carta – 150 x 159 cm

Julio Paz - Falsa lettera di Vincent a Theo (1di2)

Julio Paz – Falsa lettera di Vincent a Theo (1di2)

Julio Paz - Falsa lettera di Vincent a Theo (2di2)

Julio Paz – Falsa lettera di Vincent a Theo (2di2)

Julio Paz - Falsa lettera di Vincent a Theo (Trad. in italiano)

Julio Paz – Falsa lettera di Vincent a Theo (Trad. in italiano)

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